MILLE PASSI COMINCIANO SEMPRE DA UNO
Tra pinguini e narcos




PREFAZIONE

«È facile vivere un viaggio come se fosse un viaggio. È difficilissimo vivere una vita come se fosse un viaggio, con la riduzione del numero di scelte possibili man mano che si avanza con gli anni».

Quello che Jack fa di nuovo, ancora una volta (forse l'ultima, a detta sua), è vivere il viaggio come se fosse la vita.
Come i migliori poeti, nel mezzo del cammino della sua vita, Jack si ritrova nella selva oscura, quella coordinata nello spazio-tempo della vita di ognuno di noi in cui non possiamo più ignorare una serie di cose. Malattia, mortalità nostra e dei nostri cari, separazione, solitudine, ricerca di una forma, di un significato, di un senso.
È il cammino di tutti noi, chi non lo fa resta a metà, lascia spenta metà di ciò che ci rende così meravigliosamente umani.
Giacomo lo ha sempre fatto e lo fa di nuovo, attraverso «180 giorni, oltre 73.000 chilometri, 217 foto con la bandiera della pace» perché quella è sua la cifra, la sua forma, il suo strumento.
Un lungo viaggio alla ricerca del contatto più profondo con se stesso, con quella parte che esiste in fondo ad ognuno di noi che ci connette con tutti gli altri e con tutto il resto.
Dopo un incipit morbido, tutelato dalla presenza tenera del piccolo Matteo, il passaggio in Antartide per arrivare il più lontano possibile, dove non arriva nessuno a salvarti, ti devi salvare da solo e dove la vita ti insegna che per quanto tu la possa programmare e preparare a puntino, comanda sempre lei e tu puoi solo farti trovare sveglio e andare avanti.
Ma è la selva la vera casa del cuore di Jack. La pioggia, l’umidità del centroamerica, la vera casa lontano da casa, dove Jack può ritrovarsi fino in fondo tra persone che nella feroce giungla dei governi spietati, delle armi, della povertà dura, aprono la via della bellezza con il machete, come ha sempre fatto Jack. Il progetto Bibliomulas, le orme di Ubaldo Gervasoni, la lotta per non perdere mai l'umanità... Questi sono i luoghi dell’anima di Jack e solo lì poteva concludersi questa ricerca.
Migliaia di chilometri per portare la (bandiera della) pace ovunque ma soprattutto per portarla finalmente nel proprio cuore.
Questo è il diario di viaggio più intimo di Jack, quello che a me è risuonato di più dentro.
Sarà l’età, come si dice.
Jack dice che questo libro/viaggio è l’ultimo, allora questa potrebbe essere l’ultima prefazione che sono chiamata a scrivere.
Ma il viaggio c’insegna che non comandiamo sempre noi.

Barbara Ciolli


Eccola qui l’ultima mia fatica: il resoconto del viaggio di sei mesi avvenuto lo scorso anno dal primo gennaio al trenta giugno.
Australia, Cile, Argentina, Antartide, Colombia, Venezuela, Panama, Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Belize, Messico, Stati Uniti: 180 giorni, oltre 73.000 chilometri percorsi, 217 foto con la bandiera della pace e 450 pagine di racconto. E ancora tanta voglia di raccogliere e donare soldi alla Ludoteca Gabriele Sanesi e al Progetto Bibliomulas a Merida, in Venezuela.
Il libro è distribuito sia in versione cartacea (18 Euro, bello pesante e senza foto) che in versione ebook (9,88 Euro, con oltre 300 foto del viaggio da godersi). Per ogni libro cartaceo (tolte le spese della carta e della gestione del sito Lulu) riuscirò a donare 5 Euro, per ogni ebook – ed è per questo lo consiglio – addirittura 8 Euro. La mia garanzia è che in tutti questi anni non ho mai preso un centesimo dalla vendita dei miei libri e tutto il ricavato è sempre arrivato a destinazione.
Vi lascio il link per scaricare libri ed ebook. Per chi è di Roma posso consegnarvi a mano una copia per farvi risparmiare le spese di spedizione.

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P.S.
Locandina realizzata con la IA, ma ho fatto veramente kayak in Antartide tra foche e pinguini.

Ringrazio Cristina per le correzioni, Barbara per la prefazione, Naty per l’aiuto con la versione in lingua spagnola, Antonina per lo splendido dipinto che ha realizzato e che ho usato per la copertina e QUASI tutte le persone incontrate durante il viaggio.